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Leggi dell’Equilibrio, Realtà Aumentata, Biofeedback e loro interazioni

Posted: Wed, July 10, 2013 | By: Italian



di Roberta Betti

Si è sempre detto che gli esseri umani sono generalmente incapaci di dare completa attenzione a molteplici fonti di informazione di natura anti-fisiologica, in cui l’equilibrio di compensazione tra input ricevuti ed elaborati non è osservato costantemente, limitando costantemente i processi cognitivi come la memoria di lavoro e di attenzione, sicuramente dando preminente attenzione su particolari aspetti dell’ambiente che ci circonda, generando inevitabili perdite in termini di simultanea cattura vivida di flussi di coscienza sotto forma di pensieri, che implica il ritiro e fondamentalmente la perdita di una piena esperienza del nostro mondo. L’integrazione

di più fonti di informazioni di solito inquadra una discussione di natura grafica su rapporti simbiotici tra sistemi biologici e quelli tecnologici, in cui i dati raccolti forniscono istruzioni importanti per l’auto-apprendimento e misurazione dei nuovi stati fisiologici secondo procedimenti di (retro)feedback. Una microelettronica

applicata può dare sia nuovo corpo e differenti kernel percettivi applicati all’ambiente di una nuova (quindi, augmented, ben più intelligente) risposta emotiva adattativa, progettando dati in linea dell’utente di vista su un campo trasparente fornito da visori capacitivi, rendendo LTM (memoria a lungo termine) in grado di immagazzinare nuovi ricordi, mentre a breve termine la memoria è coerentemente alterata e meglio addestrata al recupero di informazioni interfase, interagenti con gli effettori- ciò è permesso da un processo di rifornimento denominato suddivisione in blocchi o chunking. Lo svolgimento

di compiti mentali derivanti dalla memoria si traduce sia in un buon uso di strumenti di previsione e di innata curiosità, per cui le capacità decisionali sono anche viste come base di un progresso inesorabile nel tracciare schemi di matematica in un contesto ricco di spazi di conoscenza.

L’equilibrio metabolico, anche conosciuto come omeostasi, fornisce un susseguirsi ciclico di stati sistemici facendo pendere uno stato semeioticamente non destabilizzante- essendo il nostro corpo una macchina meravigliosa, ma imperfetta- nel tentativo di stemperare i danni biologici che avvengono senza avvertimento alcuno: i fatti stressogeni, così come gli elementi chimici che da tale situazione dipendono, potrebbero non sapere esattamente quando è il momento di smettere di arrestare la propria risposta dinamica a favore di una nuova ricompattazione dell’equilibrio. Essi  potrebbero influenzare il nostro cervello nel peggiore dei modi- che si origini un sottoprodotto chimico in seguito a numerosi shock psicogeni è possibile e necessario, rendendosi però esteso e invalidante l’attività neurogena, ferendo e uccidendo le cellule del nostro ippocampo, ciò nel tentativo di fornire una volitiva risposta consapevole al fine di ripristinare lo stato originario.

Intervenire aumentando la realtà, contemporaneamente decrementando le possibilità teoriche di rinormalizzabilità dell’omeostasi, anche quando non si tratta di situazioni di pericolo di vita, molteplici regolazioni dinamiche potrebbero includere modificazione di pH e glicemia, soppressione di cascate infiammatorie, adattandosi in tempo reale con un ambiente in continua evoluzione. Ciò potrebbe essere visto come una cascata di sistemi scomponibili, dove le interazioni tra il lasso di tempo dinamico di un “chunk” di durata media dell’attenzione avvengono nei componenti chimici la cui propagazione è prevista quindi da una matrice selettiva interazione-funzione, onde favorire un comportamento di articolazione flessibile con alcuni stati di panico con regolazione intelligente autonoma, al fine di domarli. Il controllo computazionale (eseguito in tal caso da un cervello normale) è stato da tempo indicato come plausibile target per essere suscettibile di benefici cognitivi con una linea d’esercitazioni di base adeguata alle performance da monitorare (es. videogaming), dove i connettivi laterali e la superficie dei condotti cerebrali (senza che il soggetto sia mai interfacciato direttamente al sistema nervoso “augmented”) costantemente migliorano nel tempo, ancora più responsabilmente secondo principi di autobiofeedback (regolazione fisiologica), vivendo un emergente accoppiamento ergonomico tra dispositivo meccanico umano ed esterno, manipolato o comunque meccanizzato. Lo sviluppo  di tali tecnologie emergenti potrebbe migliorare la nostra energia meccanica inerente la raccolta di soluzione a nuovi problemi di interfacciamento con l’ambiente (trattati con sistemi di ottimizzazione), correggendo i comportamenti sub-ottimali di attuazione feedback entro un certo range predicibile in real-time.



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