Su come la ricerca della Mereologia dimostri l’essenzialità dell’immortale [Parte Terza] - ImmortalLife.info

Immortal Life
Human Destiny is to Eliminate Death

Home > Articles > Su come la ricerca della Mereologia dimostri l’essenzialità dell’immortale [Parte Terza]

Su come la ricerca della Mereologia dimostri l’essenzialità dell’immortale [Parte Terza]

Posted: Mon, July 08, 2013 | By: Italian



di Roberta Betti

Dopo esserci avveduti, secondo quanto esposto nelle precedenti puntate, dell’incipienza insorgente di un istituto relazionale tra interezza e parti, ambedue aspetti contribuenti alla determinazione formale e causale-superessenziale, nel senso in cui dalla rigogliosa boscaglia di sfaccettature compenetranti in termini di personalità e ambizione a sfuggire da un vacuum (”la Natura aborre il vuoto”) inutile nel concorso alla preformazione proprietaria di corpo -> individuo, proprietà e stati differenti afferiscono comunque ad un’identità specifica individuale ed abitabile mentalmente, un circolo modale attributivo -notiamo- scavalca la questione dell’introduzione di una personalizzazione intrinseca, mediando husserlianamente, e dunque per accumulazione di attributi mutanti processo di esperienza in apparenza (epifenomeno vitale), frattalizzando i contenuti mentali e, in ultima istanza, fratturando la Realtà in differenti piani di intelligibilità, per cui la pressione eso/endogena esercitata dai qualia derivanti da tali emergenti super- e sub-strati ne esce menomata nella comprensione pur affermata da quelle parti che concorrono alla formazione del Tutto.

Un correlativo essente alla storicità e alla non ignorabilità delle crisi, definite come opportunità di propagazione dell’apprendimento evolutivo, non permette in alcun modo all’umano impegnato da un’esistenza controllabile, seppur autopoietica, di farsi permanentemente sfrattare dalla propria identità in tal modo, fatto per cui inimicarsi la comprensione dei costituenti primitivi della vita è atto che direttamente avoca alcuni principali concetti del mortalismo, attingendo sottilmente dalla finitezza e dall’antiemergenza, in netto contrasto con una connessione supereveniente* col Tutto.

Una connessità interna artificiosamente sceneggiata da istinti di fuga, mancando di prefissi di genere esplicativo (risposta efficace alle coordinate temporali la cui memoria dell’istante finito e presente deve far appello) e suffissi di genere requisitivo (domanda di stasi inversamente proporzionale alla presenza della stessa, condannando de facto ad un immobilismo semiacuto) fa crollare struttura olistica e mereologica dell’individuo in esame, estrapolato da un continuum di morte irreprensibile attraverso il quale la segmentazione estranea dalla riappropriazione dei propri strumenti predittivi e costruttivi del futuro. Ciò che è fato diviene a tutti gli effetti potente contesto, rifuggendo da una consolante rilegazione sempiterna del limite innecessario poiché già previsto come fattibile, se l’incondizionatezza della realizzazione umana viene sminuita da un problema di natura decompositiva, antipodale allo “sceglier d’essere poiché siamo”. [fine terza parte]

———————————————

* Legge della Supervenience: “Un tipo di relazione di dipendenza

dove un insieme di proprietà A è superveniente a un altro insieme di

proprietà B, quando i due sistemi sono in una relazione tale che non si

potrebbero verificare cambiamenti e differenze nell’insieme

superveniente A senza che ne siano verificati in B, mentre possono

determinarsi cambiamenti e differenze in B, ossia quello che chiameremo

il livello di base o più basso, senza che si determinino modificazioni

nelle proprietà supervenienti A” (Husserl)



Comments:


Leave a Comment:

Note We practice Buddhist Right Speech in our communication. All comments must be polite, friendly, and on topic.







What color is a red fox?